Intervista a Marco Sgammotta (Bruscolino)

Oggi vorrei farvi conoscere Marco Sgammotta, un giovanissimo artista di Pomezia conosciuto con il nome d’arte “Bruscolino”. La sua chiara inclinazione artistica e la passione per il disegno lo hanno portato ad iscriversi all’Istituto d’Arte dove si è specializzato in xilografia e serigrafia. Incuriosito dalla cultura giapponese, che ha studiato da autodidatta, e dall’arte del tatuaggio, si è avvicinato, partecipando anche a due workshop tenutosi a Roma, all’Art Toys.

Con questo termine si indica un tipo di arte che consiste nel realizzare divertenti creature da collezione che uniscono le caratteristiche emozionali del giocattolo con gli elementi di design. Realizzati da artisti e designer in diversi materiali (quali plastica, vinile, o anche legno, giocattoli, metallo e stoffa), questi oggetti sono definiti “emotional design”, opere d’arte da collezionare, espressione di un movimento internazionale che trova le sue origini nel design giapponese e nella street culture. Dal 2010 Marco realizza toys autoprodotti e custom toys: immagina e rappresenta buffe creaturine caratterizzate da un’aspetto “viscido” e da grandi occhioni, a volte ispirate da elementi steampunk con le quali ha vinto anche dei premi.

Intervista

Ciao Marco, una curiosità: perché come nome d’arte hai scelto Bruscolino? 
Da ragazzini si cambiano tanti di nomi finché, crescendo, adotti quello che senti più tuo. Ero soprannominato “Bruscolino” dalla mia comitiva perché ero il più piccolo ed è quello con cui sono cresciuto perciò ho deciso di espormi con quel nome!

Da dove trai le tue creazioni? 
I mostriciattoli mi vengono naturali, li ho in testa e li realizzo! Credo di avere uno stile abbastanza personale, risultato di molte influenze naturalmente.

Ci vuoi spiegare come crei i tuoi personaggi? 
Certo. Se è un custom parto da una base già pronta, creata appositamente, altrimenti la costruisco con parti di vecchi giocattoli, pezzi di plastica, legno, polistirolo, resine etc. Una volta che la base è pronta la lavoro con la colla a caldo creando il movimento che voglio con la pistola, in pratica realizzo una sorta di “disegno”. La seconda fase consiste nel passare una base di vernice spray (solitamente nera) e dipingere ad acrilici e pennello. Con gli uniposca faccio macchiette, pupille e altri particolari e, infine, lucido tutto con vernice spray trasparente.

Qual è la parte più difficile nel processo di creazione dei tuoi Toys? 
La parte più difficile è la prima, quando cerco di dar forma al mostro (se è un custom è più facile) per il semplice fatto che non è semplice modellare e assemblare una forma che ho solo nella mia mente. Di solito immagino un mostriciattolo e lo realizzo ma prediligo l’improvvisazione o comunque effettuo numerose modifiche durante la realizzazione!

Sono tutti pezzi unici e ne hai uno preferito?
Ho sia dei pezzi unici, dei custom in serie e delle autoproduzioni in resina. Non ho un pezzo preferito e non saprei sceglierlo perché sono affezionato ad ognuno di loro.

Quando e come hai capito che avresti seguito la via dell’Art Toys? 
Penso che tutti i creativi crescono sperimentando più campi fino a quando non arriva l’ambiente adatto, in cui tutto è naturale e spontaneo. Quindi la via adatta non è che la si sceglie, secondo me la si trova!

Ti occupi di altre forme d’arte? 
Dopo aver trovato uno stile tutto mio grazie ai toys, ora spazio anche tra installazioni (ce n’è una in preparazione), scultura e tele su cui intervengo nella tessa maniera dei toys, quindi interventi materici!

Che rapporto hai con i tuoi “mostriciattoli”? 
I mostriciattoli sono delle creature che tiro fuori dalla mia testa, mi diverto a crearli, è un po un rifugiarmi dal resto. Sono molto affezionato e vedere le persone sorridere davanti a queste buffe creature, osservarle con piacere, valorizzarle mi da molta soddisfazione! Una persona a me molto vicina ha detto che “forse è un modo per esorcizzare paure,ansie,timidezza.”. Chissà… forse è vero!

5 ottobre 2013

A cura di Antonia Pèsare
©Riproduzione riservata

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