Luca Ferrise

Luca Ferrise è nato a Soveria Mannelli, il 13/09/1986.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico Statale di Cosenza ha partecipato, negli anni 2004 e 2005, alla serie di estemporanee “Terre di Calabria” conseguendo il Primo premio a Tiriolo nella categoria giovani esordienti.

Negli anni successivi ha lavorato per la produzione della mia prima mostra personale, tenutasi in Motta Santa Lucia (CZ) nell’agosto 2010, dal titolo ‘The misery melody of memory’, omaggio al grande Salvador Dalì. In questa mostra un misto di pensieri e visioni si sono affiancati al surrealismo di Dalì, con il cui stile si è identificato per anni.

Nel 2011 e 2012 ha partecipato a una serie di mostre collettive tra le quali alcune tenutesi a Cosenza, a Rende e altre a Torino.

Dice Luca: “Nelle opere esposte in queste mostre l’esigenza di una ricerca del mio Io mi ha portato all’abbandono dello stile surrealista, che mi rappresentava nelle prime produzioni, per avvicinarmi a uno stile materico e astratto. La transizione al materico mi ha permesso una ricerca interiore più personale e intima. 

Rimanendo fedele al surrealismo inizio a raccontare, denunciare mali, sociali e psicologici, alla ricerca del mio Io, di uno stile che mi rappresenti e che rappresenti le mie visioni. Ho iniziato quindi ad intraprendere un astratto surreale dipingendo burattini che esprimono me stesso.

Il filo conduttore che accomuna tutte le mie tele è la denuncia alla società che opprime, uccide, una società che porta ad una anoressia dell’anima, che rende il proprio interno fragile e vulnerabile; una società che priva mente e anima della fonte di vita, la libertà, portandole in uno stato di passività e apatia”.

I suoi lavori sono accompagnati da poesie scritte dalla poetessa Manuela Mastroianni, attraverso i cui versi riesce ad esplicitare il significato delle sue opere.

Usa varie tecniche pittoriche dall’acrilico all’olio, vari materiali per le composizioni come carta pesta, sabbia, minerali, ferro, acciaio, piume, ed altro ancora, materiali grezzi che servono per esprimere vari concetti: disagio, arroganza, malessere, ma anche leggerezza e preziosità.

I suoi ultimi lavori – materici – sono ispirati ai quadri del suo amico Joshua Sottile, che ha contaminato il suo pensiero dalla matericità dei suoi lavori; e dall’opera di Allen Ginsberg, “Urlo”, che “ha contribuito al cristallizzarsi delle mie sensazioni sulla tela”.

 

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enigma della solitudine

Nudo femminile

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