Ferrara Art Festival, 6 giugno 2015

Si inaugura sabato 6 giugno il Ferrara Art Festival 2015 con cinque mostre d’arte contemporanea e un doppio concerto la sera. Quattro delle cinque mostre si inaugureranno alle 17.30 a Palazzo della Racchetta in via Vaspergolo 4,6; sempre qui la sera alle 21,30 si svolgerà il primo doppio concerto.

Le mostre saranno visitabili tutti i giorni tranne il lunedì dalle 16 alle 19 fino al 18 giugno,. Qui di seguito presentiamo un breve testo per ognuna:

*Beppe Tassinari – Ferrara, l’isola che non c’è, SALONE LUDOVICO ARIOSTO Mostra fotografica a cura di Virgilio Patarini. Con approccio visionario e surrealista e in un clima da Day After Beppe Tassinari ci racconta una Ferrara semi-sommersa, circondata da un mare placido e a tratti lattiginoso e sovrastata da un cielo gravido di bagliori diffusi e di mistero… Scorci di mura affiorano dalle acque, come estremi baluardi si oppongono all’incombere inarrestabile della forza della Natura… In un tempo che appare come sospeso e in un silenzio di spettri, Ferrara si svela ancora una volta, in queste composizioni fotografiche di Tassinari, città metafisica per eccellenza. (V.P.)
*Gabriella Santuari – Ex-Pop, SALA GIROLAMO SAVONAROLA
Mostra di pittura, scultura e installazioni a cura di Virgilio Patarini. Dice del suo lavoro l’artista: “Mi piace spaziare dalla superficie bidimensionale di un quadro a sculture in metallo, creta o cartone. Anni fa usavo scatole di cartone come supporto dove dipingere il mio mondo, cartoni per la pizza da asporto, ma anche contenitori per cibo, come risposta alla violenza della pubblicità che entra nelle case attraverso quei prodotti. Ultimamente sono molto interessata alle scatole da scarpe, che dipingo di nero come le “scatole nere” degli aeroplani, di cui si va in cerca dopo un tragico evento, perché registrano e conservano gli eventi. Mi piace riempirle con scatole più piccole, da me dipinte, e “ objects retrouvés”. Con queste ho partecipato alle mostre collaterali della Biennale di Venezia “ P3” del 2007 e “Overplay”del 2013. Su tele di grande formato rappresento, invece, le donne, i loro volti ed emozioni, perché desidero ricordare il loro ruolo nella società e vita privata. Sono donne dolci e serene, espressione della mia speranza di vederle così, del mio desiderio che tutte noi possiamo presto raggiungere il rispetto, la considerazione e la stima che meritiamo”.
*Elena Schellino – Atti sciamanici, SALE OLIMPIA MORATA E COSME’ TURA Mostra di pittura a cura di Virgilio Patarini. Elena Schellino, dopo essersi diplomata alla Scuola Paolo Grassi, da più di vent’anni si dedica alle pratiche dello Yoga, della meditazione, dello shiatzu, del Thai-Chi e dello Shaolin e approfondisce la ricerca conseguendo diversi diplomi.
Cinque anni fa inizia a rendere materia alcuni atti sciamanici utilizzando tele, cristalli e colori immergendosi in una nuova forma d’espressione che la sorprende e la “travolge” ogni volta dando vita ad una ricca attività artistica.
Tra le principali mostre ricordiamo: nel 2010 a Milano alla Galleria Diciodesign di Anna Maria Di Ciommo partecipa alla mostra “Panificazione Artistica: la Madre del Pane: Matrice”; nel 2011 sempre a Milano ai Chiostri dell’Umanitaria è nella manifestazione “Orti d’Artista, Il Raccolto”, a cura dell’Associazione Arte da Mangiare.
Partecipa poi ad Arte Accessibile presso la sede del Sole24 Ore e all’’evento fuori Salone del Mobile “Merci Beaucoup!” allo spazio ex Ansaldo di Milano e alla collettiva “UNICEF Arte – 100 pittori e il sorriso di Roberta” a Milazzo. Nel 2012 espone in Art Shopping for Christmas, presso Domus Talenti a Roma. Nel 2013 a Milano espone nell’ambito del progetto Art Art Experience, Home Staging Dinamico, Loft area ex RGinori, organizzato da TpAlab.
*Astrazione 2.0, SALONE ISABELLA D’ESTE
A cura di Valentina Carrera e Virgilio Patarini
Opere di Stefano Accorsi, Marco Bellomi, Ivano Boselli, Valentina Carrera, Dennis Fazio, Giacobino, Ezio Mazzella, Luigi Profeta, Edoardo Stramacchia. A lungo, per decenni, si è fatta una distinzione netta tra Astratto Geometrico e Informale. Una distinzione teorica e critica e una distinzione pratico-pittorica. Tutto portava a questo: la storia dell’arte del ‘900 e l’evidenza del lavoro degli artisti dell’uno e dell’altro fronte, che mostrava opere i cui orizzonti culturali ed estetici apparivano inconciliabili, se non addirittura contrapposti.
Ma negli ultimi anni sempre più numerosi sono gli artisti che mischiano le carte, contaminando, sovrapponendo, fondendo i due orizzonti, e costringendo la critica a rivedere in termini più dialettici la questione.
Si può dunque ipotizzare che Astratto Geometrico ed Informale costituiscano i due poli opposti di un medesimo mondo, due assi cartesiani, la longitudine e la latitudine su cui ogni artista “astratto” può tracciare la sua rotta, decidendo se avvicinarsi più all’uno o all’altro. Due pulsioni, due anime apparentemente opposte che coesistono e possono convivere più o meno pacificamente o dar vita a scontri furibondi: Apollo e Dioniso. La Ragione e l’Emozione. La Mente e il Cuore. La Forma e l’Informe, la Coscienza e l’Inconscio si battono senza posa, nè l’uno può prevalere definitivamente sull’altro…
Poi però si può anche provare ad andare oltre, non solo sintetizzando o cercando un’armonia tra gli opposti, ma anche spingendosi ai limiti estremi, o contaminando e aprendo a nuovi ulteriori orizzonti (V.P.)

Ferrara Art Festival 2015

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