Shoah, i risvolti del pregiudizio, Torino 18 gennaio 2015

Il nuovo progetto artistico di Antonello Morsillo giunge alla quarta esposizione nei locali espositivi della Biblioteca Villa Amoretti di Torino. Shoah i risvolti del pregiudizio è il titolo della nostra che il pittore pugliese ha utilizzato per omaggiare le vittime dei campi di concentramento. A settant’anni dalla liberazione dei campi nazisti Etty Hillesum, Gertrud Kolmar, Edith Stein, Massimiliano Kolbe, Anne Frank, Felice Schragenheim ed altre grandi figure sono rievocate nelle tele, accanto a persone comuni, sconosciute, evocate nella tela sulla locandina. Attraverso la lacrima del popolo ebraico, si dipanano tutte le altre figure incasellate in triangoli verdi, rosa, rossi, blu, neri, marroni, viola qui rappresentati sotto forma di un trucco sbavato, un artificio come la loro classificazione. Ognuno di loro è un volto, una testimonianza di quanto l’uomo possa arrivare nel più profondo dell’abisso fino a creare la catastrofe più grande che il ‘900 possa e debba ricordare. L’intento è di consentire, di conoscere e ricordare, attraverso l’arte, le persone uccise per una assurda “soluzione finale”.
Il pittore pugliese è definito “suridealista” perché le sue opere esprimono fervori sociali rappresentati all’interno di scenari onirici. I simbolici squarci ispirati alle “macchie” di Rorschach, si stagliano dall’immagine rappresentata, la “perforano” in profondità e suggellano la sua identità artistica. La sua urgenza è rivendicare attraverso l’arte, importanti tematiche sociali perché ritiene che l’arte possa e debba far conoscere alcune significative realtà.
Dopo l’esperienza con la SonyBmg grazie alla quale ha avuto importanti pubblicazioni per copertine di cd, libri e riviste su Mina, Milva, Patty Pravo, Rettore, Luigi Tenco e Renato Zero. approda nel 2010 alla pittura. Cinemorfismi, Svestiti di carne, Shoah sono solo alcuni dei progetti a cui si è dedicato l’artista che presenta anche periodicamente attraverso conferenze volte a far conoscere i personaggi rappresentati. In occasione del quarantennale della morte di Pier Paolo Pasolini, l’artista ha tenuto una serie di incontri sviluppati attraverso l’interazione con la tela su Pasolini per toccare alcuni aspetti di questa grande figura del novecento italiano. Ritiene infatti che le sue creazioni artistiche possano fondersi alla comunicazione propria di un operatore culturale. Un ruolo che da anni svolge nella Capitale.

 

shoah

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