Trasparenza o ruvida materia? Lazise, 25-31 luglio 2016

Barbara Ghisi e Maria Cristina Neviani in mostra in Dogana Veneta.
La leggerezza e la ruvida materia delle opere artistiche, decorative e di design nella cornice del lago di Garda.
Dal 25 al 31 Luglio 2016 l’artista mantovana Barbara Ghisi e la modenese Maria Cristina Neviani, saranno in esposizione nelle grandi sale della Dogana Veneta celebre dimora storica del 1300 che si trova nella piazza principale di Lazise, a ridosso dell’antico porto e direttamente sulle rive del Lago di Garda. La mostra intitolata “Trasparenza o ruvida materia?” sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 22.00 fino al “finissage” previsto per domenica 31 luglio dalle ore 11 del mattino fino alle 22. Barbara Ghisi si è diplomata al Liceo Artistico a Bologna e successivamente all’Accademia di Belle Arti della stessa città, con una tesi sulla pittura Romantica Europea, che sarà una delle principali fonti di ispirazione e di creatività nelle sue tele. In esposizione opere ad olio su tela e tecniche miste anche di grandi dimensioni, realizzate negli ultimi anni dall’artista. L’acqua ed il mare come metafore dell’arte e della vita. Quadri molto belli, intensi e coinvolgenti grazie ad una tecnica molto interessante e di prim’ordine. Passo dopo passo, con abnegazione e determinazione, si sta ritagliando una posizione di tutto rispetto nel panorama dell’arte italiana. Maria Cristina Neviani è nata a Modena e dopo studi musicali e linguistici si è dedicata alla tecnica del bassorilievo. Crea opere elaborando una tecnica personale basata sulla ricerca e la sperimentazione di materiali. Per ottenete l’effetto cromatico desiderato, utilizza microsfere di vetro, ceramica e acciaio, metalli, sabbie, malte , legni selezionati, cristalli, plasmandoli con la spatola e realizzando forme in cui il contrasto visivo lucido/opaco e liscio/ruvido assume un ruolo fondamentale per l’equilibrio” sensoriale “ del quadro. La sperimentazione di pigmenti luminescenti, visibili al buio, apre una doppia finestra sul mondo interiore, mentre le opere dal taglio irregolare, che possono ruotare su se stesse, evidenziano la concezione di un’opera flessibile e multiforme. Con la scelta mirata di alcuni riferimenti al reale, o nell’astrazione assoluta, si fissano le emozioni suscitate dalla musica e il fascino delle civiltà antiche o extraeuropee, decontestualizzati e declinati in chiave personale, aspirando ad quell’armonia compositiva che vive anche della dissonanza. Info cell 328 8662152.

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