Artista della settimana: Fulber

Fulber ( Fulvio Bernardini ) nasce a Trento il 29 marzo 1959.

Eredita dal padre Aramis l’arte del disegno, il quale lo sprona fin da giovanissimo a disegnare e dipingere. All’età di 18 anni inizia una lunga collaborazione con il settimanale Vita Trentina dove scrive, disegna e pubblica centinaia di elaborati a fumetti di sua proprietà. Contemporaneamente inizia un sodalizio di collaborazione con lo scrittore Mauro Neri illustrando decine di libri per ragazzi. Innumerevoli sono le iniziative legate al suo modo di disegnare che caratterizzano esperienze anche radiofoniche e televisive fin dai primi anni ’80.
Un suo recente lavoro che rivisita il pittore futurista Fortunato Depero è riprodotto in grande scala al MART. Da qui l’idea dei Funny Oil® le tele ad olio di grande formato, frutto dello studio che l’autore compie sulla corrente artistica della Pop Art che ha caratterizzato il periodo degli anni ‘50 e ’60. L’artista di Trento riafferma così nei suoi dipinti, l’idea del “rivisitismo” che sigla una consolidata tradizione nella storia dell’arte: la rielaborazione delle opere pittoriche dei grandi maestri di ogni tempo.

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Miss Dora rivisita in chiave Pop l’opera di Picasso Dora Maar la giovane fotografa jugoslava che il grande artista spagnolo incontrerà al caffè parigino Les Deux Magots nel 1936. Modella e amante del genio spagnolo verrà immortalata l’anno successivo nel suo famoso dipinto. Con il termine “rivisitismo” neologismo coniato per la prima volta da Fulber nel 2012 per contraddistinguere il suo nuovo percorso pittorico, si intende rimarcare fin da subito un concetto latente e di consolidata tradizione nella storia della pittura: la rivisitazione o rielaborazione di un’ opera d’arte, pratica che non sempre ha manifestato rispetto nei confronti di un artista appartenente ad un’altra epoca. Roy Lichtenstein, uno dei massimi esponenti della pop art degli anni ’50 e’60 al quale Fulber si ispira, trovò grande affinità tra il proprio stile e quello di Lèger, Matisse, Picasso e Mondrian caratterizzato per un periodo della loro attività, dalla scelta di colori netti e non sfumati e per figure nettamente contornate da un tratto nero. Picasso stesso studiò a fondo l’opera tarda di Cezanne dando vita al cubismo. Ma potremmo trovare moltissimi altri esempi studiando i percorsi artistici dei protagonisti di ogni tempo. Per quanto riguarda i piccoli daìmon gialli che interagiscono con le figure dipinte nelle tele, sono la firma distintiva di Fulber che eccetto rari casi non firma mai con il proprio nome.

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Fashion si rifà alle tecniche pittoriche di Roy Lichtenstein e Piet Mondrian per l’uso dei colori puri e le tinte piatte. Le sofisticate figure femminili protagoniste nei dipinti sono state create nel 1998 da Fulber per un calendario illustrato commissionatogli dalla casa di cosmesi Integree.
“Fashion” in occasione dell’Oscar of Contemporary Arts 2014 al MIIT di Torino viene premiata con l’Oscar alla Tecnica dal Comitato Scientifico del Museo MIIT.
La stessa opera è stata selezionata per la mostra “London Royal Art in The World” alla Royal Opera Arcade Gallery in Piccadilly Circus dal 7 al 12 luglio 2014.

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