Artista della settimana: Giuseppe Portulano

Tarantino ma bolognese d’adozione, esordisce nell’arte dapprima come fotografo ,in seguito scopre che il genere a lui più congeniale è la pittura ; inizia dunque a sperimentare i cromatismi e le loro miriadi di possibili composizioni poi si dedica allo studio della figura, che in questo pittore non è mai di carattere tradizionale ma per lo più improntata verso canoni più compatibili con lo stile espressionista, senza trascurare una vena spontanea che lo conduce, in molti suoi lavori, verso una tendenza più informal/astratta.

Contatti :

http://www.giuseppeportulano.com
tel. 3404083395
giuseppe.portulano1@gmail.com

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Quiet seaside
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Giudizio (omaggio a Caravaggio)
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Finestra che ride

Testo di Azzurra Immediato

Lo sguardo di Giuseppe Portulano continua ad aggirarsi, senza sosta, curioso, nel mondo, tra passato e presente, senza fermarsi dinanzi a qualcosa di preciso, bensì, esplorando, sperimentando, alla ricerca di qualcosa di più profondo. Torna, pertanto, in Galleria Farini Concept, in occasione della XV Collettiva Internazionale di Arte a Palazzo – Dinamiche del Contemporaneo, e lo fa con ben quattro opere, eseguite negli ultimi mesi, a dimostrare, ancora una volta, quanto in lui sia forte l’urgenza creativa e la necessità di parlare attraverso la pittura. Si tratta di quattro lavori molto diversi tra loro, osserviamoli insieme.
Giudizio (omaggio a Caravaggio), è chiaramente ispirato a La Vocazione di San Matteo, straordinario capolavoro del Merisi conservato nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi. Una visione, quella offerta da Portulano che fin da subito permetterà allo spettatore di essere dinanzi ma ad una rivisitazione che, sin dagli stilemi, si rifà, piuttosto, alla pittura tedesca del ‘900. E’, come sempre, lo stesso autore a raccontarmi qualcosa sulle sue opere e voglio condividere con voi le sue parole: “Giudizio, come se il Cristo sulla destra fosse il solo a poter giudicare senza preavviso l’avidità e l’ego sulla sinistra. La vocazione nell’originale mi sembra messa volutamente sotto accusa dalla luce, come se in dubbio fosse la scelta di San Matteo, di Caravaggio sul suo futuro, e di me medesimo che lo dipingo.” Il secondo dipinto si intitola Notte sotto le due torri, un’opera decisamente vicina alla lezione della Notte stellata di Van Gogh e alla forza cromatica di Gauguin, cui Portulano afferma d’essersi ispirato. Bologna è il soggetto stilizzato, città che lo ha accolto e che è effigiata “notturna e deserta, dove le due Torri di Bologna, simbolo della stessa, sostituiscono le Torri della grande Acciaieria di Taranto, la mia città natale, adiacenti all’antico acquedotto romano che somiglia ai portici di Bologna. L’immagine metaforica mi dà familiarità e sollievo” e il lirismo evocativo diviene il quid più forte di questa stampa, in cui la propria esperienza subisce un missaggio tra passato e presente della biografia dello stesso artista. Bologna pare avere, per chi lo ricorderà, grande importanza nella produzione di Giuseppe Portulano, tanto che la terza opera, Time Bologna (omaggio alle vittime della strage alla stazione di Bologna nel 02 Agosto 1980 ore 10:25), riprende uno dei fatti più tristi della storia felsinea. L’artista ha connotato questo lavoro in modo da farne un assemblage, volto, con linguaggio astratto, a dar “l’idea che tutto sia fluido e in movimento, un orologio da parete in stile ready made che è integrato alla tela , con macchie bianche che danno l’idea delle anime “bianche” che volteggiano leggiadre, ma allo stesso tempo bloccate in quel luogo, in quel tempo…a quell’ora…L’ora in cui le anime furono strappate dai loro corpi…e l’effetto delle corde accentua l’idea del tempo che si è fermato, bloccato a quel terribile momento…Ore 10:25 segna l’orologio in stazione ferroviaria di Bologna nel 2 Agosto 1980 dopo l’ attentato terroristico.”
Ultimo lavoro presentato è Spaceflower, un’astratta “natura morta dinamica, sospesa nel vuoto dello spazio; Nata dall’attrazione materica dei colori appena fuoriusciti dal tubo, il verde è diventato un fiore in stile espressionista, il rosso un vassoio in stile cubista con il chiaroscuro dell’arancione lanciato con il dripping che tanto mi dà energia. Picasso disse che una macchia trasformata in sole fosse creatività, in psicanalisi sarebbe stato definito momento delirante. In ogni caso era un momento di energia con il quale creare un cosmo diverso ed equilibrato.”
Ciò, pertanto, che il giovane artista compie, è, in ogni suo atto creativo, una profonda ricerca, tanto di studio della lezione dei maestri quanto di un proprio percorso in grado di identificare il nostro tempo in relazione ad una alterità non sempre facile, ma che affonda parte delle proprie radici in un ambito relativo alla psiche, all’inconscio, quale guida per poter rivedere l’evoluzione dell’uomo, della società e di questo nostro contemporaneo.

Sito web Sito Ufficiale di Giuseppe portulano

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