Il critico d’arte Gillo Dorfles a quota 107

Ieri Gillo Dorfles ha compiuto 107 anni.

Un anno fa diceva: “«Vivere troppo a lungo mi pare una cattiva idea. Mi rifiuto di avere tutti questi anni, ma sono obbligato a tenerli».

Critico d’arte e professore universitario nato a Trieste nel 1910.

Ha partecipato alla I Esposizione italiana di arte astratta (Milano 1945); nel 1948 è stato tra i fondatori del Movimento per l’arte concreta (MAC). Alla fine degli anni Cinquanta, abbandonata l’attività pittorica, si è dedicato agli studi di estetica (insegnando presso le univ. di Trieste, Milano e Cagliari) e all’esercizio della critica d’arte. La sua produzione artistica, oltre che nelle mostre collettive del MAC, è stata esposta in varie personali (1986, Milano, Studio Marconi, poesie e scritti in prosa, opere pittoriche e grafiche; 1988, Aosta, Torre del Lebbroso, prima antologica dell’artista; 1996, Roma, Museo laboratorio dell’Università “La Sapienza”). Nel 2010, in occasione del centesimo compleanno, gli è stata dedicata la mostra Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita (Milano, Palazzo Reale), mentre tra le esposizioni più recenti vanno citate Gillo Dorfles. Kitsch – Oggi il kitsch (Triennale di Milano, 2012), la personale Gillo Dorfles. Ieri e oggi (Fondazione Marconi di Milano, 2014) e Essere nel tempo (Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, 2015).

Tra le sue opere principali: L’architettura moderna (1954); Il Kitsch (1968); La moda della moda (1984); Il feticcio quotidiano(1988); Horror pleni. La (in)civiltà del rumore (2008). Nel 2015 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Oltre ai testi già citati, della sua copiosa produzione saggistica si segnalano: Il divenire delle arti (1959); Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961, 9a ed. 1988); Nuovi riti, nuovi miti (1965); Artificio e natura (1968); Le oscillazioni del gusto (1970); Introduzione al disegno industriale (1972); Dal significato alle scelte (1973); Il divenire della critica (1976); Mode e modi (1979); Elogio della disarmonia (1986); Il Giardino incantato di Filippo Bentivegna (1989); L’estetica del mito da Vico a Wittgenstein(1990); Design. Percorsi e trascorsi (1996); Conformisti (1997); Fatti e fattoidi. Gli pseudoeventi nell’arte e nella società (1998); Lacerti della memoria. Taccuini intermittenti (2007); La (nuova) moda della moda (2008); Arte e comunicazione(2009); Irritazioni (a cura di M. Carboni, 2010); Inviato alla Biennale (2010); Itinerario estetico. Simbolo mito metafora (2011); la raccolta di liriche Poesie 1941-1952(2013); Gli artisti che ho incontrato (a cura di L. Sansone, 2015); il volume antologico Estetica senza dialettica. Scritti dal 1933 al 2014 (2016).

Vitriol
Vitriol, il personaggio da lui inventato e nel quale ognuno può vedere ciò che vuole

 

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