Personale di Paolo Signore, Milano, fino al 19 giugno 2017

Artista che vive fuori dai consueti canali del mondo dell’arte, Paolo Signore si definisce un “underdog” di questo settore, lo “sfavorito” che si afferma o meglio un artista “tardivo” – com’è stato descritto dalla rivista “A Levante” – che pur avendo ripreso l’attività artistica in età matura può dimostrare che non è mai troppo tardi per seguire i propri sogni!

Ecco dunque che in un momento storico così particolare, in cui critici e galleristi tendono molto spesso a proporre un’arte incomprensibile e sostanzialmente poco comunicativa (quella che alcuni definiscono “fairy art”, molto carina ma a scarso impatto emotivo), egli preferisce andare contro corrente, perseguendo una ricerca volta a recuperare il ruolo emozionale e talvolta quella funzione sociale che l’arte possiede da sempre.

Molto apprezzato dal pubblico che lo ha sostenuto in concorsi internazionali come Artrooms (3° classificato tra i più votati dal pubblico con 837 preferenze) e nel concorso Jesus 3.0 di Adrenalina Art Project (Premio della critica sezione Nuove Proposte), Signore considera l’arte non come mera rappresentazione di elementi, figure o schizzi di colore ma piuttosto come strumento in grado di evocare sensazioni, indagando nelle profondità dell’animo umano al fine di innescare un dialogo tra artista e osservatore che va al di là dell’individualità, divenendo messaggio per l’umanità!

Luce, colore vibrante e contrasti cromatici costituiscono i tre elementi cardine della pittorica di questo artista dalle diverse anime, che passa dal colore vivace, a tratti violento a composizioni bicromatiche giocate sul bianco e nero o sul contrasto fra tinte forti, quasi come in una metafora pittorica della vita stessa coi suoi lati piacevoli e i suoi contrasti.

Forse proprio in virtù di queste peculiarità le sue opere catturano l’osservatore, lo attraggono all’interno della tela trasportandolo in un’altra dimensione, in un viaggio tra inconscio e realtà dove quest’ultimo è costretto a liberarsi da tutte le catene che attanagliano la propria esistenza, librandosi in un volo coraggioso verso la vita.

Un esempio lampante e’ dato da una delle opere più stimate da critica e pubblico ovvero Bataclan, nella quale l’artista ha presentato quello che dovrebbe essere a suo avviso l’atteggiamento dell’arte nei confronti degli avvenimenti che caratterizzano l’epoca odierna.

Signore da qualche tempo, infatti, è un sostenitore dell’arte come strumento per raccontare la contemporaneità: descrivere il mondo, le emozioni e i fenomeni della realtà senza giudicarli da un punto di vista morale, recuperando d’altro canto il ruolo dell’arte come strumento d’impatto e di visione del mondo. Questa idea, che potrebbe facilmente trasformarsi in un nuovo movimento artistico (Avanguardia contemporaneista), da un punto strettamente tecnico propone uno stile che stressa i contrasti cromatici e di forma, producendo per contro un effetto armonico volto a stimolare le emozioni, in grado di parlare alle persone e al loro mondo cognitivo fatto di aspettative, speranze e sogni così turbato dal contesto di crisi in cui viviamo.

Questa personale sarà dunque non soltanto un evento volto a far conoscere ad un sempre più ampio pubblico l’arte di Paolo Signore ma anche un’occasione per promuovere una ripresa forte del ruolo dell’arte come strumento di interpretazione del mondo in cui viviamo e delle nostre speranze, idee e aspettative verso il futuro”.

Francesca Callipari

francycall@hotmail.it

Paolo Signore

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