Mostra di Lorenzo Perrone “Libri, cibo dell’anima” a Firenze fino al 1 luglio 2017

Ricevo e condivido.

Una mostra dedicata a Lorenzo Perrone che con i suoi LibriBianchi contaminerà la preziosa collezione di Arte Antica della Galleria Frascione nelle sale espositive di via Maggio.

Fino a sabato 1 Luglio 2017 sarà esposta una selezione di opere dell’artista milanese frutto delle sue riflessioni sulla cultura come nutrimento dell’anima e della mente. Il tema è strettamente legato al significato delle celebrazioni di origini pagane che si tenevano nelle campagne toscane durante il mese di Maggio in cui si apriva la bella stagione. Esse servivano per ingraziarsi la fertilità della terra e volevano essere di buon auspicio per un raccolto proficuo.
Scriveva Marguerite Yourcenar in Memorie di Adriano:

‘…fondare biblioteche è come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito…’ quindi libri come nutrimento per la mente e come antidoto contro l’ignoranza. Questo concetto è rappresentato da Lorenzo Perrone con spighe di grano in bronzo che nascono dai suoi LibriBianchi, come nel totem Fertilità e in Terra Madre, una fusione in bronzo bianco patinato.

Accanto a questo tema l’artista inserisce quello della musica che da sempre ha caratterizzato il mese di Maggio, non a caso esiste il Maggio Musicale Fiorentino che ha costantemente sostenuto i valori della grande cultura musicale internazionale. Sia i libri che la musica si somigliano in quanto ambedue capaci di farci provare sensazioni forti e definite, di parlare ai nostri sensi, coinvolgendoci e sconvolgendoci. Ecco allora Come Musica e Mosso con brio con le quali Lorenzo Perrone comunica l’idea che la lettura possa essere tale da trasmettere una forte energia positiva, come accade durante l’ascolto di un brano musicale con andamento veloce.
I LibriBianchi sono il risultato della trasformazione di libri veri su cui l’artista interviene con acqua, colla e gesso, spogliandoli del loro contenuto e ottenendo così degli oggetti disanimati, della materia prima. La forma del libro, tuttavia, è rimasta intatta ed è su di essa che l’artista applica degli elementi apparentemente estranei quali filo spinato, vetro, sassi, legno e vernice acrilica, necessariamente bianca. Questi elementi diventano per Perrone il mezzo attraverso cui trasmettere un significato nuovo e realizzare così uno spostamento della percezione da una dimensione semantica ad una simbolica in cui le suggestioni tattili e sensoriali si amplificano. Il linguaggio diviene allora quello delle superfici e dei volumi, dei vuoti e dei pieni, dei prolungamenti e degli innesti che trasformano il libro in scultura.

Con la fusione delle sue opere in bronzo Lorenzo Perrone allarga lo spettro delle possibili ridefinizioni plastiche della materia, così l’oggetto ‘libro’ diviene icona imperitura e permette l’apparire dell’invisibile, dell’indicibile.
Accompagna le opere di Lorenzo Perrone una selezione di dipinti antichi della collezione Frascione Arte che si ricollega alle tematiche della musica, tra cui la Santa Cecilia di Alessandro Gherardini e l’Allegoria della Musica di Alessandro Rosi, e del nutrimento quali La caduta della manna di Francesco Botti e alcune Nature morte di Giovanni Agostino Cassana.

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