Opera del mese: “ADESSO” di Brigitta Tullo

Solo poco più di un secolo fa è stata scoperta la forte relazione tra spazio e tempo. Sicuramente una testimonianza di questo binomio è il movimento, infatti sul piano fisico, ogni cosa e ogni movimento ha una collocazione nel tempo, oltre che nello spazio.
Con le sedici foto istantanee di “Adesso” ho voluto immortalare il “movimento puro”. Gli avvenimenti sono quasi sempre attività compiute dalle cose: l’azione pura, senza legami è rara, ma esiste. Nelle piccole foto non c’è una rapporto tra oggetti che si stanno muovendo, piuttosto si riesce a percepire il movimento puro privo di relazioni con cose.
In alcune foto appare una molletta che suggerisce la funzione di quel filo presente in tutte le istantanee; molletta e filo sono entrambi elementi immobili, proprio come sono stata io durante la giornata per scattare le piccole foto e, sicuramente, come lo è stato il sole.
E quindi, di che movimento stiamo parlando se tutto risulta essere immobile?
A muoversi era, ovviamente, esclusivamente la Terra sotto i miei piedi; grazie al suo moto sono riuscita a catturare una serie di “adesso” con il solo soggetto del movimento.
Dopo qualche scatto la molletta sparisce, la sua improvvisa assenza testimonia un avvenimento:
qualcuno ha compiuto l’atto di togliere la molletta, creando un rapporto con essa. Ecco che il
movimento puro in questo caso viene a mancare. In alcune foto appaiono anche delle nuvole che probabilmente non possiamo definire avvenimento in quanto le percepiamo come oggetti in trasformazione. Tutti i casi riscontrati trovano comunque una loro collocazione nel tempo.
Un fattore interessante di questo lavoro è sicuramente la collocazione temporale di ciascuna
istantanea, tutte sono testimonianza di un “adesso” vissuto, tutte fanno parte di un momento
preciso appartenente ad un presente, è come se ciascun istante fosse arrivato dal futuro per balzare attraverso il presente nel passato.
Ciò che distingue la percezione degli avvenimenti da quella degli oggetti non è il fatto che i primi implicano lo sperimentare del tempo che passa, ma il fatto che nel corso di un avvenimento si è testimoni di una sequenza organizzata in cui una fase succede all’altra in un ordine unidimensionale significativo. Infatti le immagini di questo lavoro vanno lette in una sequenza prescritta, da sinistra a destra come la scrittura, rifacendomi in qualche modo a quella pittura narrativa, popolare nel Quattrocento. Dopotutto l’essere umano è abituato ad osservare in successione perché né gli occhi né la mente sono capaci di afferrare ogni cosa simultaneamente.

Fonte: Brigitta Tullo

Brigitta Tullo
Adesso
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