Artista della settimana: Ludovica Busolini

La ricerca artistica di Ludovica Busolini spazia dalla pittura all’installazione sviluppando una poetica legata alla questione del ritrovamento della memoria tramite la dispersione e la modificazione dell’Io. Le opere sono composte dalla natura stessa e dai suoi elementi, i quali conferiscono un’aura autobiografica, legata agli eventi dell’infanzia.
La natura manifestandosi in prima persona in varie declinazioni e colori nella sua semplicità e bellezza porta lo spettatore a questionarsi sul suo significato, che seppur in larga parte risulti comune a tutti, riesce a toccare tasti unici, fragili e personali.

Ludovica Busolini
Le prix de l’amour

“7 secondi di 7 minuti che mi innamorai di te, nei 7 seguenti giorni l’aria cambiò.”

Le prix de l’amour indaga 7 giorni di storia d’amore passionale, trucida, lenta, violenta, consumatrice di un ‘Io’.

“Che,
il primo non mi bastavi,
il secondo urlavi,
il terzo mi guardavi,
il quarto scappavi,
il quinto ti innamoravi
il sesto mi ignoravi

il settimo mi logoravi.”

L’opera è composta da 6 piante appassite ed 1 essiccata, esposte tutte alla luce del sole, e da 7 campane di vetro che svelano in trasparenza il susseguirsi dei giorni di un amore unilaterale.
Ogni pianta rappresenta sempre il solito “Io” ma che modificandosi di aspetto cade nel disturbo della personalità e nel trauma del: ”Chi sono io?”. L’opera si presenta in ordine lineare, illustrando la sequenza dei 7 giorni che scandiscono in una circostanza di spazio/tempo la storia d’amore.
L’’Io’ inizia il suo deterioramento, soffrendo si consuma, si modifica in un altro colore e le campane di vetro che incorniciano queste dolci piante morenti fungono da protezione dell’”Io”; esse permettono alle piante di logorarsi d’asfissia rinchiudendosi nel proprio guscio staccate dal mondo esterno.
Gli scambi di personalità e il logorio sempre più accentuati portano allo sfinimento, alla decadenza della pianta stessa che risulta al settimo giorno staccata dall’ensemble perché completamente modificata, secca, in fin di vita.
La pianta, che rappresenta solitamente la vita, prende una valenza completamente differente nell’opera di Ludovica Busolini, interpretando le vesti della morte, spogliandosi del proprio essere davanti allo spettatore, mostrando apertamente il dolore sommerso, non espresso, che dall’interno si sprigiona scuotendosi all’esterno.
Una dolce, amara storia autobiografica sulla presa di coscienza del vero Io, in continuo movimento e mutamento nello spazio, causato da fenomeni esterni che orbitano attorno alla propria esistenza.

4 pensieri riguardo “Artista della settimana: Ludovica Busolini

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