Intervista a Simona De Leo

A cura di Antonia Pesare

Simona De Leo è una giovane illustratrice nata a Sava, diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, che si è trasferita a Londra. Le sue sono illustrazioni digitali che trasmettono serenità, gioia e sono caratterizzate da colori vivaci. I suoi soggetti preferiti sono musicisti, strumenti musicali e ballerini che sono anche le sue passioni nel tempo libero infatti adora il jazz degli anni 40 e a Londra ha iniziato a ballare Swing.

1) Salve Simona, come è nata questa passione che è diventata il tuo lavoro?

Ciao! Diciamo che arte e disegno sono sempre stati presenti nella mia vita. Mia madre dipingeva così come tutti i suoi fratelli e sorelle. Quando si dice “vizio di famiglia”. Dopo il liceo artistico ho deciso di intraprendere la laurea di fumetto ed illustrazione a Bologna. All’epoca non conoscevo molto sul mondo dell’illustrazione ma sentivo che era la giusta strada.

2) Nell’era del digitale quale posto occupa la tua arte?

Il digitale è molto importante per me perché, nonostante usi ancora metodi tradizionali come l’acquerello, le mie illustrazioni sono diventate digitali. Permette di sperimentare ed essere più veloce nel lavorare per clienti. Per me le tecniche tradizionali avranno sempre molta importanza in quanto per schizzi ed abbozzi di idee ho bisogno di carta e matita che non potranno mai essere sostituite dalla tecnologia.

3) Cosa rappresenti principalmente e quale messaggio vuoi trasmettere?

Adoro l’illustrazione e specialmente occuparmi di differenti progetti da freelance proprio perché mi permette di lavorare su diversi soggetti e trasmettere vari messaggi in base al brief che mi viene dato. Mi concentro soprattutto su progetti che rispecchiano il mio pensiero e stile di vita. Mai andare contro il proprio IO, anche se si tratta di lavoro perchè fare arte è trasmettere il proprio essere agli altri, quello che proviamo noi nel momento della creazione di un illustrazione verrà percepito da chi la guarda.

4) Quali sono i maestri ai quali ti ispiri?

Difficile a dirlo, ci sono tanti maestri che adoro e a cui mi ispiro. Londra mi dà la possibilità di accedere alle opere più importanti ogni qual volta ne ho bisogno. Spesso spendo interi weekend nei musei. Adoro Van Gogh non solo per i suoi lavori e colori vivaci ma anche per la sua personalità ed il modo in cui esprimeva se stesso attraverso i suoi quadri. Al momento sto leggendo un libro che raccoglie tutte le sue lettere scritte al fratello Theo. Lo consiglio vivamente per chi volesse approfondire le conoscenze sulla vita di questo incredibile artista.

Nello specifico per illustrazione, il mio illustratore preferito in assoluto è Lorenzo Mattotti. Guardo continuamente i suoi lavori e li trovo di grande ispirazione. La sua linea fluida che dà movimento ai soggetti e i colori vivaci dei pastelli sono uno spettacolo per gli occhi!!

5) Ti ritieni originale?

Credo che si possa essere originale nel momento in cui si fa quello che si crede e ci si concentra sulle proprie passioni. Oggi è difficile trovare qualcosa che non sia stato già fatto o detto. Non sarò la prima o l’ultima illustratrice a ritrarre musicisti jazz, ad esempio, ma lo faccio con passione e a modo mio. Lì sta l’originalità.

6) Come viene considerato un artista a Londra?

Londra è una delle capitali dell’arte, della musica, del teatro. Qui queste discipline sono considerate un lavoro e molto valutate. E’ un peccato vedere che in Italia tante volte non sia lo stesso. Il solo fatto che il mio triennio fatto all’Accademia di Belle Arti non sia considerata una laurea come una qualsiasi università ma solo un “Diploma”, mentre qui a Londra ho ottenuto un Master in Illustrazione alla Kingston University che ha lo stesso valore di un Master in qualsiasi altra disciplina, mi fa pensare molto.

7) In Italia hai incontrato difficoltà per poterti affermare?

Ho lasciato l’Italia dopo aver finito l’Accademia di Belle Arti, quindi in realtà non saprei giudicare. Sto pensando di tradurre dei progetti e proporli al mercato editoriale per bambini in Italia, quindi… staremo a vedere.

8) Ti occupi anche di pittura o altre forme di arte?

Mi capita di avere delle commissioni come dipinti e ritratti. Sono felice di riprendere in mano i pennelli perché la pittura è stata il mio primo approccio all’arte, ma principalmente mi sto dedicando sempre più solo all’illustrazione.

9) Progetti futuri o mostre?

Ho diversi progetti per bambini in cantiere. Ho pubblicato un libro e il calendario del 2020 è pronto!

Grazie per questa intervista Simona.

©Riproduzione riservata

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