Opera della settimana: “Made in Italy” di Ricardo Aleodor Venturi

“MADE IN ITALY – Pizza ai frutti di mare” è un lavoro che gioca su più livelli di analisi. E’ un contenitore della pizza che diventa quadro o viceversa? E’ certamente un lavoro che nasce dal ready-made duchampiano ma che in realtà vive per un discorso completamente politico. Il rapporto che intercorre tra l’immagine prestampata che troviamo nella parte esteriore del contenitore e l’immagine che troviamo al suo interno è la vera chiave di lettura dell’opera.
Questo lavoro (parte di una serie dal titolo MADE IN ITALY) affronta due temi molto italiani: la pizza come uno dei simboli della nostra cultura culinaria e l’immigrazione, tema forse più discusso dell’ultimo decennio. Il continuo rimando da un immagine all’altra porta lo spettatore a diverse riflessioni sul futuro del nostro paese.
.L’ immagine idealizzata della pizza e della bellezza che tanti turisti cercano nelle nostre coste e nel nostro mare si scontra continuamente con la cruda realtà che viene rappresentata dai corpi senza vita che occupano la parte interna del contenitore della pizza. Viene a crearsi come un corto circuito. Anche l’azione fisica, cioè quella di aprire il contenitore dove ci aspettiamo di trovare una “Pizza ai frutti di mare”, contribuisce a creare questo stato di shock, ritrovando all’interno un immagine respingente. Infine anche il segno contribuisce a questo distacco da parte dello spettatore. Le linee e i tratti non sono puliti e perpendicolari, ma si scontrano continuamente, quasi simulassero un esplosione, instabile e sgradevole.
Qui il rapporto tra l’”arte del brutto” e l’efficacia del messaggio giocano una continua sfida.
Made in Italy
Biografia

Ricardo Aleodor Venturi nasce a Pesaro (Italia) nel 1994.

Consegue il diploma in Tecniche Incisorie presso la Scuola del Libro di Urbino, è qui che il segno asciutto dell’incisione diventa il tratto distintivo della sua produzione artistica.

Nei primi mesi del 2017 consegue il Diploma di Laurea di primo livello (Laurea triennale) all’Accademia di Belle Arti di Urbino nella sezione di Pittura AV con la votazione di 110 e lode per l’anno accademico 2015/206 con tesi dal titolo “Il punto d’ironia (⸮)”.

Attualmente frequenta presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino il Biennio specialistico in Pittura AV.

Frequentando l’Accademia ha inizio una profonda sinergia con un materiale organico dalle origini povere ed industriali, dotato di un colore ed una texture proprie: il cartone da imballaggio.

Lavorando e studiando la struttura che crea la scatola e infine l’idea che ruota intorno ad essa, inizia ad analizzare il rapporto che intercorre tra contenitore e contenuti.

Con una leggerezza propria dell’ironia, definita da Vladimir Jankélévitch come l’arte di sfiorare, l’artista rappresenta delle immagini che giocano con l’involucro e il suo contenuto, portando lo spettatore a riflettere su concetti profondi come proteggere, nascondere e mostrare.

“Come i pacchi che riceviamo da Amazon, ogni uomo protegge una profondità che non conosciamo interamente, se non tramite una descrizione sempre incompleta. Un’ etichetta che non è altro che la superficie del contenuto, non la sua profondità.
Attraverso materiali propri dell’industria, trasformo dei paesaggi e dei ritratti in immagini che necessitano di una riflessione; così da portare lo spettatore ad aprire queste scatole attraverso un approccio mentale e non fisico riflettendo sull’ essere e l’apparire.”

Ricardo Aleodor Venturi

 

Descrizione del’opera e biografia a cura di Ricardo Aleodor Venturi

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